Juan Mordecai

Fusione dell’anima creativa di David Moretti e Andrea Viti (membro storico del gruppo Afterhours, che può anche vantare collaborazioni internazionali in tour e in studio con Greg Dulli e Mark Lanegan per il progetto Gutter Twins) al lavoro insieme dopo una pausa di quasi 10 anni. Atmosfere desertiche, suoni acidi e taglienti, digressioni verso il caldo folk rock psichedelico americano degli ultimi anni ’60. Un tributo che è da sempre nel Dna del duo: Neil Young, Johnny Cash ma anche Mc5 e Stooges. Riferimenti stilistici dichiarati impreziositi però da un taglio estremamente personale. Juan Mordecai è un’entità a sé stante, ma molti sono i riferimenti e i momenti nei quali è evidente una continuità: lamiere, percussioni industriali, la miscela particolare di strumenti acustici, l’uso atipico delle distorsioni. Ogni musicista coinvolto è stato invitato ad avere un atteggiamento jammistico, contribuendo in modo istintivo alle varie sessioni di registrazione. Il tutto prende forma di album: “Songs of flesh and blood” grazie alla determinazione e al lavoro di mixaggio fatto da Taketo Gohara presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani. Questo “work in progress” ha inoltre coinvolto altri artisti come Claudio Sinatti videomaker con il quale nasce la sonorizzazione per l’installazione A Shaved Mint, remixaggio del mitico film Nevada Smith con Steve McQueen; e Conny Prantera, illustratrice della label di streetware inglese Silas che ha studiato con i suoi disegni la comunicazione visiva della band.

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